Politologi si nasce

Tra i miei ricordi d'infanzia trova posto lo spettacolare commento di u zu Ninu u carbunaru ,dopo approfondita lettura ad alta voce, del Giornale di Sicilia davanti a mio padre , a mio zio ed ad un altro fascistone  u zu Totò Gambino.

Questa lettura a sbafo avveniva tutte le mattine di tutti i mesi degli anni 1950 nella sala di ingresso del pastificio Fratelli Aquilino a Villabate (PA). La  lettura era lenta, imprecisa  ed occupava  tutta la mattinata; in primo luogo perchè u zu Ninu si faceva il dovere di leggere tutto, anche i necrologi di persone sconosciute,  poi perchè era anziano e ci vedeva male ,infine perché era semi analfabeta. Se il giornale aveva più pagine del solito toccava alla figlia adottiva (una bella ed assai prosperosa signora di nome Maria) venirlo a recuperare per il pranzo. In quel periodo, appena finita la guerra di Corea, tra la Cina Comunista e quella, detta allora Nazionalista, c'era un quotidiano scambio di cannonate con i calibri più grossi. Vista la distanza tra le due coste gran parte dei colpi finiva in acqua, ma nessuno dei due contendenti voleva rinunciare al principio.

Molte questioni erano oggetto di vivaci discussioni tra u zu  Ninu ed i suoi interlocutori.

In primo luogo il nome del presidente della Cina rossa. Per lo zio Nino il nome giusto era Mao Mao Tum Tum . Per mio zio era Mao te Tum.  Per avere azzardato Mao tze Tung, io, ero stato archiviato con un : tu si picciriddru, zittuti!    

La seconda questione era se era giusto che un'isola di pochi milioni d'abitanti fosse ammessa all'Onu al posto di un immenso continente di 600 (allora) milioni di abitanti. U zu Ninu ci vedeva l'ingiustizia e persino la sopraffazione degli Americani. Solo che la parola Onu lui, per via della lettura imprecisa, l'aveva sempre letta Uno. Una mattina aveva concionato i suoi interlocutori con la seguente profetica frase:

Ricordatevi bene: il Mondo non avrà pace se prima la Cina non entra nell'Uno!

Mio padre che era il più istruito del gruppo (era arrivato alla sesta!) aveva commentato:

Sì, trasi no rui! Anzi no tri!

L'opinione dello zio Nino ha avuto la meglio, naturalmente, però una ventina di anni dopo, ossia nel 1971. Forse egli era un grosso pensatore politico naif.

zio Nino il carbonaio

 

La Cina rossa rivendicava, allora come adesso, la sua sovranità sull'isola di Formosa. Al contrario i componenti del gruppo dirigente di Formosa (chiamato Kuo Min Tang) guidato da Chang appena cacciato dalla Cina continentale, pretendeva di avere la sovranità su tutta la Cina, malgrado il fatto che solo l'aiuto americano aveva consentito loro e ad un centinaio di migliaia di loro seguaci di salvare la pelle, di sfuggire alle  armate di Mao e di rifugiarsi nell'isola nel 1949.

 

Tu sei ragazzino, stai zitto!

 

 

 

 

 

 

 

Sì, entra nel due! Anzi nel tre