Atlantide : ognuno dice la sua, ma il mito esiste?

Il grande filosofo greco Platone con poche righe, in due dei suoi dialoghi parla di Atlantide, e con ciò ha inguaiato un bel po' di posteri. Molti,infatti, hanno cercato di ipotizzare dove potesse essere questa misteriosa città. Alcuni hanno ipotizzato l'attuale isola di Santorini (che anticamente si chiamava Thera, saltata in aria per l'esplosione di un vulcano e trasformata in una cosiddetta caldera). Altri hanno ipotizzato che la città scomparsa fosse in Atlantico a qualche distanza dallo stretto di Gibilterra (colonne d'Ercle). Le sparse isole francesi e britanniche della Manica sono state identificate  come i resti del continente sommerso. La fantasia smodata di altri ha pensato a qualche posto vicino alle Bermude oppure vicino alle coste dello Yucatan. L'ultimo, in ordine di tempo, è il giornalista sardo Frau del quotidiano La Repubblica, che ha identificato le colonne d'Ercole con il canale di Sicilia, ha suggerito che i 9.000 anni di cui parla Platone sono da intendersi come anni lunari e ridotti a poco meno di 900 anni solari ed ha identificato Atlantide con la Sardegna. Forse ci sono anche altre ipotesi, che però non mi sono note. Rimane soltanto un piccolo interrogativo. Il mito di Atlantide è un  fatto leggendario effettivamente diffuso nell'antichità? Andiamo al racconto di Platone. Ecco il passo di Platone nel dialogo Timeo :

"In tempi lontani era possibile valicare l' immenso Atlantico perchè vi era un' isola che stava innanzi a quella stretta foce che ha nome Colonne d' Ercole (lo stretto di Gibilterra,n.d.r.). Ed a chi procedeva da quella, si apriva il passaggio ad altre isole; e da queste isole a tutto il continente opposto. Quest' isola si chiamava Atlantide, ed in essa vi era una grande dinastia regale che governava l' intera isola e molte altre a parte del continente... Passarono i secoli, terremoti spaventosi e cataclismi si succedettero; quella stirpe guerriera, tutta senza eccezione, sprofondava sotto la terra. Il mare sommerse Atlantide e tutto scomparve. Per questo motivo, nel mare, da quella parte, vi sono fondi bassi e fangosi, che producono grave impedimento alla navigazione. L' isola, sprofondando, a questi bassi fondali diede origine".

In un altro dialogo,Crizia, Platone racconta la storia della città, quella della famiglia regnante e persino la forma (circolare)

Secondo questa  pagina il leggendario legislatore ateniese Solone, vissuto dal 630 al 558 a.C., nel corso di un suo viaggio in Egitto, ebbe modo di vedere, tra l' altro delle iscrizioni fatte eseguire dal Faraone Ramsete III sulle mura del tempio di Medinet Habu, che si riferivano a fatti accaduti migliaia di anni prima. Solone si fece tradurre in greco il testo di tali iscrizioni, certo di trovarsi di fronte a documenti di grande importanza. La morte gli impedì di farne uso, ma gli appunti pervennero a Platone, che, non contento e forse anche un pò scettico, si recò egli stesso in Egitto per cercare altre notizie e testimonianze. Occorre dire che il viaggio di Platone in Egitto non é storicamente accertato e comunque non è noto l'esito del viaggio per i fini della conferma delle notizie e documenti riportati da Solone.

In breve, una grande e ricca città-continente assume una straordinaria prosperità e bellezza ed anche potenza militare. I costumi dei suoi abitanti si corrompono, il governo diventa violento e tirannico tanto che viene distrutta da Atene che è lo strumento divino della sua punizione. Un cataclisma naturale la fa inabissare in fondo al mare.  Platone lo riferisce come di un mito risaputo da tutti nella sua epoca. Ma non sembra che sia così. Il suo discepolo Aristotile, infatti, ritiene che l'intento di Platone sia solo quello di avvalorare le sue convinzioni politiche sul buon governo (Atlantide viene distrutta dagli Ateniesi per via del suo governo dispotico) e dice,senza mezze misure, che il mito di  Atlantide è nato ed è morto con Platone. Per farla breve, Aristotile tratta il suo maestro come un ballista, ma i posteri riscoprono Platone ed il suo mito e cercano per ogni dove la scomparsa città-continente di Atlantide. Qualcuno cerca di fare il bis di Schliemann e della riscoperta di Troia e di Micene. Lo studioso tedesco prende alla lettera il racconto di Omero per Troia e quello di Pausania per Micene ottenendo pieno successo . Prendere alla lettera il racconto di Platone,come alcuni hanno preteso di fare non ha portato a nessun successo. Francamente, non ho mai sentito dire che altri autori,prima di Platone, raccontino di Atlantide. Eppure non mancavano,in Grecia logografi pronti a riferire qualunque informazione anche infondata.Lo stesso Erodoto, che riferisce molte notizie con frasi del tipo:ho sentito dire,oppure dicono che.....non parla di Atlantide, nè riferisce di queste mirabilie raccontate dai sacerdoti egizi. Eppure Erodoto era un vero e proprio globe trotter e riferisce notizie assolutamente sensazionali come l'anello dell'invisibilità di Gige e quella del re Mida che morì di fame perchè tutto quello che toccava si trasformava in oro. Bisogna forse convincersi, una buona volta, che il filosofo ateniese è l'unica fonte di tutti gli autori che hanno parlato di Atlantide . D'altra parte non sarebbe la prima volta che un autore pessimamente informato o volutamente bugiardo inquina la storia mettendo in giro leggende e favolette. Un altro clamoroso esempio è costituito dal racconto degli specchi ustori di Archimede. Polibio, che pure è contemporaneo ai fatti che riguardano Archimede e ne descrive le imprese durante l'assedio romano di Siracusa non parla di questi mirabolanti attrezzi. Neppure Tito Livio,che scrive ai tempi di Augusto ,circa duecento anni dopo, parla di questi specchi, non c'è menzione di questi fatti neppure in Plutarco (ai tempi di Nerone). Ad un tratto, ai tempi di Commodo,sbuca fuori dal nulla un certo Dione Cassio che attribuisce al grande scienziato siracusano un'invenzione mai fatta, tirandosi dietro un numero smodato di autori posteriori, che hanno parlato degli specchi ustori di Archimede. L'unica cosa accertata storicamente é che Archimede parlò di specchi (a livello della loro geometria) in una sua opera perduta. Insomma Archimede,che è uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, riceve fama da un campo di ricerca mai da lui affrontato. Fortunatamente la scienza moderna usa ancora le sue scoperte scientifiche per misure misure di pesi specifici ed anche per costruire macchine di grande utilità pratica come la coclea. A volte tra storia e leggenda vince la leggenda: Una nuova tecnologia per produrre corrente elettrica dal sole mediante l'uso di estese batterie di specchi parabolici che concentrano il calore verso tubi metallici ripieni di una miscela di nitrato di sodio e di potassio, che fondono è stata brevettata dal prof. Rubbia premio nobel per la fisica. La centrale elettrica da 10 megavatt in costruzione presso Siracusa fa parte del cosiddetto progetto Archimede.

Per concludere non siamo davanti ad un mito o ad una leggenda diffusa come quella del diluvio universale di cui esistono la versione sumerica e quella ebraica e neppure ad un racconto epico (la guerra di Troia), condiviso da gran parte dei Greci ed immortalato nel poema Iliade. Siamo piuttosto di fronte ad una cosa simile all'Eneide. Virgilio è l'unico che ne parla.