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La musica classica (lettera aperta alla mia preside) |
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Negli anni del liceo studiavo pianoforte. Erano gli ultimi anni 1950 e la musica leggera italiana stava cambiando pelle con i vari Modugno, Carosone, Bindi ecc. Eravamo allietati dai pezzi assolutamente sollazzevoli di Buscaglione, e da quelli più tradizionali , ma assai belli, di Becaud. Dal mondo anglosassone arrivava il Rock e tutte le versioni del Jazz, dal Dixieland al New Orleans al freddo. Erano diventati popolari i classici della musica leggera americana ed ovunque si esibivano piccoli complessi musicali. Il pianoforte era lo strumento principe e alcuni esecutori lo suonavano in piedi trainando uno o due sassofoni, una cornetta, un contrabasso e le prime chitarre elettriche. Il batterista era quasi sempre un virtuoso ed aveva molto spesso l'onore di un assolo. La mamma aveva ereditato un pianoforte ed io desideravo suonare quella nuova musica nel modo che vedevo fare nei complessi musicali di allora. Il maestro da cui imparavo era diplomato al conservatorio ed era anche molto bravo. Aveva un solo limite: non riusciva a capire come si potesse preferire il Jazz a Bach o la Rapsodia in Blue alla Toccata e fuga. Dopo il regolamentare solfeggio, era passato ai pezzi scolastici di Czerny e poi a quelli di Bach. Devo confessare che, sul piano della tecnica pianistica non esiste niente di più formativo dei pezzi di Bach. Devo con uguale convinzione sostenere che niente è più efficace per togliere la voglia di studiare musica a chi non ha l' orecchio adatto a quel tipo di sound .... e così accadde a anche a me. In seguito più d'uno mi ha convinto che l'orecchio va educato. e così mi sono forzato ad ascoltare sinfonie, suonate e concerti di questo o quel grande nome della musica classica. Ho persino provato ad andare all'opera lirica. Dopo una ventina d'anni di tentativi ho dovuto riconoscere la doppia evidenza:
Non mi procura lo stesso effetto (e non so come mai) qualche notturno di Chopin , alcune romanze ed alcuni brani di Chakoswky. Forse potrei sostenere che la musica classica e quella operistica sono come tutte le altre attività artistiche. Ci sono belle cose ma anche molto ciarpame. Ma in un paese dove:
sostenere questo comporta dei rischi. Ed infatti non lo sostengo.
Naturalmente dovrò ,prima di espletare il servizio,
aprile 2002 |