L'anticomunismo spaventa più del comunismo

Alcuni anni fa il polacco papa Giovanni Paolo II fece un viaggio pastorale in Sicilia. Di questo episodio del suo lungo pontificato è rimasta memorabile la predica antimafia nella valle dei templi di Agrigento. In pompa magna, con il bastone in mano, gli occhi di fuoco si rivolse ai mafiosi con voce tonante: "convertitevi" . Molti Italiani trovarono che forse il termine : "costituitevi" sarebbe stato più appropriato. Quel grande papa che i fedeli, alla sua morte, volevano : "santo subito" aveva la stessa idea di Pio XII nei riguardi dei rapporti tra lo stato e la chiesa. I molti omicidi, stragi, malversazioni della mafia non vanno messi nella categoria del reato ma in quella del peccato. Negli anni 1950, la chiesa siciliana, sotto la direzione dell'arcivescovo di Palermo, cardinale Ruffini, tuonava da ogni pulpito contro i comunisti mentre apparivano chiari a tutti i Siciliani gli ottimi rapporti tenuti sia dal cardinale che dal basso clero con i mafiosi. L'errore di valutazione è stato a dir poco clamoroso: il comunismo è finito da solo e senza guerre, invece abbiamo consegnato intere regioni di questo paese alla piovra. Il dottor Caselli , mentre era procuratore a Palermo ebbe a dire : "la chiesa, in Sicilia, dovrebbe fare più d'un esame di coscienza". Bene ha fatto la santità del papa Benedetto ad impedire ad un alto prelato polacco di ottenere una promozione ecclesiastica perchè collaborava con la polizia segreta polacca sotto il regime comunista. Riuscirà ad usare lo stesso metro con il prelato croato Stepinac e lo slovacco Tiso che durante la seconda guerra mondiale collaboravano con i nazisti? Giova ricordare ai distratti ed agli smemorati che Giovanni Paolo II li ha beatificati. La beatificazione è toccata anche a Pio IX che ha scomunicato molti malfattori del calibro di Garibaldi Giuseppe da Nizza, Vittorio Emanuele II re d'Italia, Mazzini Giuseppe da Genova ed altri che hanno fatto l'Italia e che molti Italiani considerano ancora eroi.