Il mio amico Giovanni Oliveri vive in Sardegna da alcuni decenni e come me continua a pensare in Siciliano. Spero che non diventi un problema per lui visto che lavora nella reception di un grande albergo di Cagliari e quindi deve parlare altre lingue. Ha grande talento linguistico e scrive poesie anche in vari idiomi della Sardegna. Beato Lui ! Per le persone meno dotate di talento linguistico come me ed alcuni altri miliardi di persone, metto le note a lato per tradurre le espressioni troppo sicule.

LA GITA A PIANO BATTAGLIA (di Giovanni Oliveri)

Alzi la mano chi non l'ha fatta almeno una volta...vero ?
Ci fu un tempo a Palermo che la prima occasione per farsi una schiniatina in grazia di ..Dio era la gita in pullman...uno perché i sedili posteriori era di un comodo ma di un comodo, l'altro perché in sottofondo era un intrecciarsi di Salve Regina e colpi di requiem aeterna.

Le parrocchie e gli oratori erano, infatti, in quegli anni, formidabili punti di aggregazione e quindi, perché no, di aggancio, ma vi assicuro che anche nei Collettivi Politici (andate a chiedere a papà se fa il musso torto chiedetegli se andava spesso davanti al Fiamma...) la spinta politica spesso
finiva con approcci concreti, tolte le irriducibili vetero femministe con i sabot, calzini del fratello e peli sulle gambe lunghi due centimetri.

Ma Piano Battaglia era da sempre il mito della neve, nell'immaginario collettivo era un posto lontanissimo e pensare che é dopo Collesano....tenete conto che gli spostamenti avvenivano o con l'abbonamento dell'AMAT, 1000 lire al mese, tre linee e tratti comuni (do you remember..?), o si andava a Isola delle Femmine con il treno dalla mitica Stazione Lolli o ci spostava, chi l'aveva, con il motore, in genere un vespino 50 o al più 125.

"Appuntamento alle 5 e menza precisi..." urlò il parrino la sera prima nella sala parrocchiale - ma il Signor L.M. arrivò alle sei e venticinque, perché se l'anziana zia signorina, e china i picciuli, che viveva con lui non andava di corpo lui non si sentiva tranquillo.

Naturalmente i posti "all'ultimu" erano gia spartuti, i più nicarieddi che prevedevano di ingrizzarsi si accontentavano delle retrovie, mentre parrino, chierichetti e le pie catechiste dell'azione cattolica, all'epoca signorine arraggiatissime che cercavano di prendere all'amo qualche scapolone schiettu granni, attaccavano al Baby Luna botte di cinquantina di poste di Rosario che finivano alla curva di Piano Zucchi, punto strategico dove la metà del pullman lanzava il latte che avevano poppato da pargoli...

Come eravamo vestiti? Peccato che non ci fossero le videocamere e che nessuno avesse le cineprese che tiravano i filmini...Il più figo si vedeva da un miglio che aveva la roba tutta prestata, tutto con due misure in più, anche gli scarponi di munnizzaro....I doposci, i pantaloni elasticizzati impermeabili?....cavusi i lana del nonno, guanti di vilpelle con i bucherellini, piedi ammargiati con geloni mostruosi...e fuori pista con slittini fatti con pezzi di parafango cromati del 1100 FIAT del sagrestano...

Pranzo al rifugio Marini ...? Mafarde gommose con cotolette fatte c'attaccacchieddri pizziati con frittatine agghiacciate oltre il normale, a qualche pisci ri canna gli fottevamo la cotoletta, quella buona, e gli lasciavamo il panino cu ...ciavuru ra cutulietta...

Tra il solito mazzolin di fiori e ciuri ciuri, chissà perchè noi Palermitani conosciamo solo la prima strofa, ci fermiamo a ti lu tuornu, arrivati sulla neve immaginate i primi dieci minuti di euforia, palle di neve, pupazzi scemi, insomma i suòliti cuosi.

All'undicesimo minuto circa ci si rendeva conto di quanto fossimo..in umido e tutti al rifugio ad asciugarci.


Altre due ore di scambi...linguistici e duluri i tiesta per i maschietti e si imboccava la vecchia circonvallazione tra le nebbie del fumo delle stigghiole e in fila con i selvaggi bagnanti del "un giorno vai e vieni", aficionados di S.Nicola, Trabia e Casteldaccia.

 

Piano Battaglia é un'amena località  sulle Madonie, una catena montuosa ad un centinaio di chilometri da Palermo in direzione Messina. In certi inverni si riesce anche a sciare .

La schiniatina è una pomiciata.

Il Fiamma è un cinema di Palermo

 

 

Isola delle femmine è una località di mare prossima a Palermo in direzione Trapani. La stazione di piazza Lolli ospitava i treni per Trapani

parrino è il prete

china i picciuli=piena di soldi

I posti in fondo erano già occupati ed i più piccoli che cercavano di fidanzarsi

Schiettu granni= scapolo grande ossia scapolone. E' un rafforzativo.

Piano Zucchi é una località prossima a Piano Battaglia.

Lanzava = vomitava

cavusi=calzoni

Mafarde un tipo di pane palermitano. Pisci ri canna è il ragazzo inesperto che si comporta come il pesciolino che abbocca anche con la canna dalla riva.

 ciavuru ra cutulietta..odore della cotoletta..

suòliti cuosi= le solite cose

stigghiole sono interiora di agnello che nella zona di  Palermo vengono arrostiti su carbonella e venduti per la strada. Il fumo emesso é simile ad un incendio boschivo e  l'odore acre ammazzerebbe un bue ad un chilometro di distanza. Alcuni ne vanno ghiotti e lo buttano giù con un quarto (di vino) ed una gassosa.

S.Nicola, Trabia e Casteldaccia sono paesi di mare vicine a Palermo.