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Proibisco, quindi sono….ma non solo |
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Da molti anni il mio pensiero sulle droghe è esattamente quello espresso, di recente, dal professor Veronesi. Naturalmente Egli affida a ben altro la Sua fama e sono sicuro che il mio pronunciamento favorevole non influirà minimamente su di essa. Non si dirà, ad esempio, che a favore dell’opinione di Veronesi si è schierato anche il prof. Angelo Aquilino, siciliano di Cagliari, docente di chimica in una scuola media superiore. L’oscurità che circonda il mio nome è certamente superiore alla luminosità della Sua fama . Condividere la Sua opinione é solo una piccola parte di quello che voglio esprimere. Desidero,infatti, ringraziarLo per avermi dato il coraggio di esprimere la mia. Ho sempre avuto paura di dichiararmi a favore della liberalizzazione della droga. Adesso nessun preside o provveditore potrà criticarmi se dissento dal proibizionismo statale verso le sostanze stupefacenti. Sono in ottima compagnia quella del professor Veronesi. È vero che molte persone, in questo come in altri paesi, si sentono vive solo se riescono a proibire qualcosa a qualcuno. A costoro io dico che il proibizionismo porta di fatto ad affidare il monopolio commerciale delle merci proibite al mercato nero. In poco tempo organizzazioni malavitose gestiranno il lucroso traffico con conseguenze assai gravi. Con questo ragionamento non mi illudo di ottenere il risultato di convincere i proibizionisti.
Non insegnano niente a nessuno. Si insiste a favorire, nei fatti, gli interessi di gruppi malavitosi, nella fregola di tenere in piedi artificiosamente ragioni di principio che portano solo al disastro. Certo il prof. Veronesi è un gentiluomo e certe cose non le pensa, ma io invece le penso. E mi chiedo cui prodest ? È mi chiedo se sia da scartare completamente l’ipotesi che taluni politici si fingono proibizionisti ma in realtà sono collusi ? Angelo Aquilino
17 giugno 2006
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