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Ho sempre pensato che la parola riforma
indichi la modifica delle regole di funzionamento dello stato o di altre
istituzioni. Avevo dato per scontato che le modifiche .........
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dovessero contenere delle vere e proprie innovazioni,
in modo da recepire le necessità materiali nuove dei cittadini alle prese con
realtà e situazioni sociali ed economiche mai viste prima.
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fossero uno strumento per rendere il funzionamento
delle istituzioni più snello e più vicino al cittadino.
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recepissero i nuovi valori che la società assume al
mutare delle condizioni.
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non dovessero contenere nozioni o costumi di cui già il
paese ha fatto giustizia sommaria decenni fa.
Mi sbagliavo! Le riforme sono.....
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un traballante palcoscenico dove proprietari di
televisioni, dentisti, ingegneri (tecnici del suono) ed integralisti religiosi
si esibiscono per mostrare al pubblico che pensano al bene del paese.
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un metodo per tornare all'antico sicuri che la gente ha
la memoria così corta da non accorgersi che è in atto una
manovra di indietro tutta.
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una prassi per distruggere l'unità di un paese che ha
avuto la fortuna di riconoscersi in una sola cultura, in un solo passato e
persino (in gran parte) in una sola lingua.
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un modo per evitare di perdere le elezioni o per
rendere ingovernabile il paese, quando una parte politica prevede di perderle
.
Poichè non sono del mestiere devo pregare i linguisti di
procedere alla modifica dei dizionari.
24 giugno 2006 |