I professori cambiano sede troppo spesso……

Un recente studio di Bankitalia sulla scuola italiana evidenzia alcune cose che meriterebbero una maggiore diffusione tra il pubblico, quelli che,come me, hanno passato almeno tre decenni nel mestiere di docente, sanno perfettamente che , nelle scuole italiane più di un quinto dei docenti cambia scuola da un anno all'altro e in media un insegnante di ruolo su sei è in attesa di spostarsi dalla scuola in cui insegna: un turnover che danneggia soprattutto gli studenti, che in Italia non godono nè di una necessaria continuità didattica, nè della passione dei docenti per il proprio lavoro, visto che denotano "scarso attaccamento alla scuola in cui operano".

Tuttavia, desidero chiarire non esiste presso i docenti lo sport di massa di farsi trasferire in altra sede anzi è vero il contrario. Sono molto numerosi i casi, in cui la sede di servizio del docente si trova assai lontano dalla sua abitazione ed è quindi logico che il docente cerchi di farsi avvicinare a casa.

Il grosso dei trasferimenti avviene per volontà dell’autorità scolastica e non per il capriccio del docente. Esiste in ogni scuola di ordine e grado una paurosa minaccia sospesa sul capo di docenti, personale di segreteria e bidelli che si chiama graduatoria interna di istituto.

Questa viene compilata ogni anno sulla scorta di alcuni parametri in possesso di ognuno. Ad esempio:

·        l’anzianità di servizio un quella scuola

·        l’anzianità di servizio complessiva.

·        Figli o familiari bisognosi di cure

·        Figli con età inferiore a tre anni

 

In oltre trent’anni di servizio non ho mai visto parametri che si riferiscono a competenza professionale nell’uso di attrezzature o di laboratori della scuola. Verso la fine di ogni anno scolastico il preside (adesso si chiama dirigente scolastico), viene in possesso,tramite il provveditorato (adesso si chiama C.S.A., dell’organico della scuola. Ad esempio una scuola ha in organico 10 posti di lettere. I primi 10 docenti graduatoria interna di lettere rimangono in quella scuola ,gli altri vengono trasferiti altrove. A rischio di risultare noioso chiarisco che l’organico viene compilato sulla scorta del numero di classi presenti nella scuola . Per questioni di risparmio (negli ultimi anni è successo a tutto spiano e con tutti i governi di ogni colore) che venga deciso di aumentare il numero di alunni per classe e quindi diminuisce il numero di classi della scuola e,di conseguenza, l’organico di ogni materia. Può anche capitare che un alunno cambi idea e si iscrive in un’altra scuola. Per via del parametro fisso (tanti alunni per classe) due o più classi classi vengano accorpate (ad esempio da due terze se ne forma una sola). L’organico di molte materie ed anche di bidelli e di impiegati cala . ed un certo numero di docenti viene buttato via in altra sede, anche lontana, quale che siano i suoi meriti di servizio, la sua competenza o la sua professionalità. Lo studio di Bankitalia dice il vero solo che le colpe sono molto più in alto della testa dei docenti.