Spett. prof. Romano Prodi
                                                          palazzo Chigi
                                                          Roma
 
 

Oggetto: cittadinanza italiana di Angelo Aquilino

 

Il 10 di aprile u.s. alle 8,05 del mattino ero già coglione. Oggi domenica 25 giugno 2006 alle 8,05 del mattino ho compiuto altri atti che mi rendono indegno  di essere Italiano.

Poichè alla cittadinanza italiana sono molto affezionato (eredità di  mio padre) sono molto angosciato se, come dicono alcuni, dovessi perderla per effetto della mia azione in una scuola media del mio comune. Pertanto chiedo a Lei, caro professore, se mi può può dire una parola chiara e definitiva e che mi sia di conforto. Potrò continuare ad essere Italiano?

La ringrazio per la risposta che, gentilmente, vorrà darmi e cordialmente la saluto

Angelo Aquilino