L'Italia é in Europa

Subito dopo le elezioni politiche di aprile 2006 il presidente francese Chirac rivolse al nostro nuovo governo una breve ma incisiva frase di bentornati in Europa. Durante il precedente governo, quello presieduto da Berlusconi, ad insaputa di molti suoi cittadini, l'Italia, infatti, era stata trasportata negli Stati Uniti di America. La nostra sovranità era ritornata ad essere limitata tanto é vero che i nostri sevizi segreti avevano ricominciato a prendere ordini da quelli americani, come nei tempi peggiori della guerra fredda. Il ruolo che la nostra diplomazia sta cercando di interpretare nel recente conflitto libanese, assieme a quella degli altri paesi europei, é assai promettente. E' lecito sperare che stavolta l'amico George W. Bush, con i suoi ministri incapaci e guerrafondai non trovi modo di sabotare tutto. E' sotto gli occhi di tutti, infatti, che questa scombinata combriccola statunitense ha fallito in Afghanistan, ha fallito in Iraq, ha procurato morti e guerre civili ed ha aggravato il problema del terrorismo islamico, anziché risolverlo. Non sarebbe male che si mettessero da parte e lasciassero fare a quelli più vecchi e più saggi di loro ossia agli uomini della vecchia Europa. Forse questi uomini riuscirebbero a trovare un metodo pacifico per disincentivare il terrorismo e convincere il mondo islamico a fare a meno di quelli tra loro che vorrebbero ottenere obiettivi politici impossibili con metodi malavitosi. L'unione politica Europea si può fare e forse anche il Califfato. Gli ingredienti sono semplici: il tempo, la tolleranza, la pace. Con le guerre sante, gli attentati suicidi, le guerre preventive si va solo al cimitero.