Una idea acquosa per la prossima giunta regionale                               

Introduzione

Nell’estate del 1968 misi piede in Sardegna per andare a lavorare alla SIR di Porto Torres. Dopo una estate che supero' la metà di novembre di quell’anno assolato, cominciò una notevole siccità tanto che la fabbrica  (dopo aver mandato quasi a secco il rio Mannu di Porto Torres) inglobo’ l’acqua del fiume Santo e scavo’ dei pozzi a sonda, assai profondi,sulla strada per Stintino in localita’ Le Pinnette, alcuni anni dopo il lago di Baratz,che si trova nei pressi di Alghero comincio’ ad andare a secco tanto che nel mezzo del lago (l’unico naturale in Sardegna) affiorarono delle vere e proprie isole. Sono sicuro che i geologi che facevano consulenza alla SIR sapevano e fecero presente che i due sistemi facevano parte della stessa falda,pero’ Rovelli,sindacati,politici regionali & C semplicemente se ne fotterono  . Alcuni anni dopo,abitavo a Quartu, assistetti ad una tornata di piogge torrenziali che lascio’, per un intero mese, uno strato di 5 cm d’acqua sull'intero territorio. Il pozzo tracimava acqua  . In quell’anno ci fu una tremenda alluvione a Bosa ed un’altra ad Assemini. .Per Bosa il genio italico ebbe un lampo addizionale: venne scavato il letto del fiume soprattutto alla foce in modo da essere sicuri che l'acqua si scaricasse tutta in mare. L’anno successivo ricomincio’ la siccita’ e per alcuni anni si ando’ incontro a disagi ed a limitazioni idriche assai notevoli e non solo per l’irrigazione,ma anche per l’uso domestico Le giunte regionali al problema della siccita' hanno dato due tipi di risposte: risarcire i proprietari per i danni subiti e/o costruire altre dighe. La risposta piu’ originale l’ha data la giunta Pili con la pipeline che congiunge le miniere di Iglesias con Cagliari. A parte i soldi buttati che bisognerebbe farsi restituire dal rampante ed assai geniale ex sindaco di Iglesias e dopo una spettacolare inaugurazione fortunatamente questa opera non e' stata utilizzata mai utilizzata Tutta l’idea e’ una vera stupidaggine. E’ chiaro che l’acqua dolce presente nelle miniere allagate, galleggia su quella di mare,che ha una densità maggiore.Poiche’ le miniere sono collegate con il mare, quando,dopo un certo prelievo di acqua, il mare penetra dentro le miniere e l’acqua diventa salmastra. Naturalmente, non desidero neppure accennare alla presenza di metalli pesanti delle miniere (piombo,zinco,argento e mercurio) che la tubazione porterebbe negli impianti di potabilizzazione, pronti ed in agguato ad avvelenare un numero smodato numero di cittadini ad ogni minimo malfunzionamento dell’impianto. Qualcuno della giunta Pili aveva persino proposto una tubazione che collegasse la Sardegna con la Corsica, tanto che il sindaco di Cagliari, Floris, aveva addirittura lanciato la proposta provocatoria di installare a Cagliari un impianto di dissalazione ad osmosi inversa. Appare chiara la volonta’ delle varie consorterie politico-massonico di promuovere solo quei lavori pubblici che era possibile avere sotto controllo. Anche le dighe ed i rimborsi rispondono alla analoga volontà di favorire e foraggiare amici e clientele elettorali. In questo caso il sindaco di Cagliari, se non puo’ controllare i lavori e gli appalti di una lunga tubazione Sardegna-Corsica riesce a controllare quelli di un dissalatore a Cagliari  

Il collegamento del sistema Flumendosa con il sistema Tirso va nella giusta dimensione,ma non basta.....

Negli ultimi tempi della giunta Pili venne finanziata un'opera che doveva collegare, con una tubazione, il sistema dighe del Flumendosa con il sistema dighe del Tirso. Questa è un'opera che, se fosse stata completata, sarebbe sarebbe stata molto utile pero' non basta perche'  

... bisogna collegare anche il sistema fiume-lago Coghinas ed il fiume Temo al sistema Tirso-Flumendosa......

il nord ed il sud della Sardegna appartengono a due aree climatiche diverse. Il Campidano di Cagliari risente del clima nord-africano(Cagliari e' piu' a sud di Tunisi), quello del nord Sardegna,invece, di quello  del centro Italia.la piovosità dei due bacini e' assai diversa. La parte occidentale dell'isola, essendo esposta al mare di fuori, e' molto piu' ventosa di quella orientale tirrenica.  

L'idea acquosa e' quella di costruire le tubazioni per collegare tutti i laghi della Sardegna in un gigantesco sistema di vasi comunicanti in modo da spostare l'acqua dove serve,usando le tubazioni come se fossero sifoni, invece di costruire altre dighe ed altri invasi. Capisco che, in questo modo, ammazzo gli interessi venali di quelli che aspettano appalti di lavori e di quelli che aspettano tangenti per gli appalti. Pero', in questo porco paese, deve pure arrivare il momento in cui si lavora per il bene comune invece di permettere a qualcuno di farsi gli affaracci suoi. D'altra parte l'acqua verra' privatizzata,quanto prima da questo incredibile governo, quindi i guadagni per gli amici degli amici ci saranno comunque e forse maggiori comunque piu' duraturi. 

... bisogna collegare anche il sistema fiume-lago Coghinas ed il fiume Temo al sistema Tirso-Flumendosa ed a quello del Gavossai e tenere presente che,come e' successo in molte occasioni l'acqua puo' mancare dappertutto.....

Un parco eolico costruito nel mare di fuori vicino all'isola del mal vento (nelle carte e' indicata come isola del mal di ventre (traduzione errata del sardo maluentu) produrrebbe corrente elettrica per alimentare le pompe che lancerebbero l'acqua del gran fiume Temo (l'unico navigabile in Sardegna) nella tubazione diretta alle dighe sul Tirso ed al sistema Gavossai. Una parte di quest'acqua potrebbe ridiscendere, in apposite condotte forzate per ottenere altra corrente con la tecnica idroelettrica. Il dislivello (300 metri circa) tra la valle del Temo e il bassopiano del Marghine dentro le tubazioni verso le dighe sul Tirso. Nel caso di mancanza di acqua, la corrente potrebbe alimentare un dissalatore multiflash. L'acqua dissalata sarebbe poi rilanciata verso le tubazioni o in un invaso da individuare nel Marghine. In alternativa o in aggiunta la corrente elettrica potrebbe essere prodotta da impianti di solare termodinamico o fotovoltaico costruiti nei pressi di Suni o di Tresnuraghes e poi utilizzate per le pompe e/o multiflash. Niente dovrebbe essere costruito a ridosso del fiume perche' e' troppo cattivo e potrebbe spazzar via i nostri impianti. fabbrichette per produrre i pannelli potrebbero essere installate nei posti più vicini Macomer, Ottana dove, stupidamente, s'e' investito un pozzo di soldi sulla chimica ed anche fibbre tessili in fabbriche che hanno prodotto solo disoccupati,ed hanno messo in crisi la lana naturale degli oltre due milioni di ovini presenti nel nuorese a fronte di meno di 300.000 abitanti. La Sardegna potrebbe, in breve, diventare paese esportatore di prodotti e di tecnologie  innovative e ad alto valore aggiunto senza l'asfissiante concorrenza che gli asiatici riescono a farci sulla chimica di base o peggio ancora sul tessile. La scelta del nucleare, a parte il pericolo, non potrebbe avere ricadute occupazionali sul territorio. L'esistenza sul posto di fabbriche di questi manufatti indurrebbe imprenditori alla installazione di piccoli (a livello domestico) impianti fotovoltaici o eolici. Un gran numero di tecnici sardi troverebbe lavoro in altre parti del mondo e nella ricerca dedicata a questi nuovi materiali. La corrente elettrica in eccesso potrebbe essere usata per i centri abitati e per le industrie energivore che, finalmente, avrebbero energia a costi confrontabili con quelli sostenuti dai loro concorrenti europei.

La corrente elettrica per pompare l'acqua del Coghinas potrebbe essere ricavata dal parco eolico del Limbara,mentre la tubazione potrebbe portare l'acqua alla diga del Tirso piu' vicina

Fonti di finanziamento dell'opera

La Regione Sardegna potrebbe finanziare le opere con:

  • i proventi del pedaggio di passaggio del metano proveniente dal nord-Africa e diretto in Francia e nella penisola italiano

  • con la vendita delle tecnologia e dei manufatti innovativi di cui si è parlato

  • la vendita dell'energia elettrica prodotta in eccesso.

  • fornitura di acqua per irrigazione e di uso domestico.

Capisco che molte di queste idee sono in contrasto con quelle del Dio di Arcore. Ma non ho nessuna colpa della sua incopetenza e della stupidita' dei suoi adulatori. A livello di esempio: uno di costoro,un geniale politico leghista,tale Regis ha affermato convinto che il professor Rubbia (un premio Nobel che il mondo intero  ci invidia) e' un ottimo fisico ma come ingegnere e' un incompetente. Di questo Regis, detto el valvola, nessuno e' ancora riuscito a trovare traccia del suo certificato di laurea ne' in Italia ne' all'estero anzi l'Universita', in cui dice di essersi laureato e' inesistente.  

...il bacino del Cedrino-Su Gologone dovrebbe invece rimanere cosi' com'e' adesso prima che venga peggiorato ancora da altri lavori devastanti.
Inutile dire che in tutti i bacini dovrebbe essere incentivata l'acqua-cultura mediante anche l'istituzione di apposite scuole dove vengano insegnate le tecniche di allevamento del pesce e quelle di manutenzione delle parti subacquee. E' notorio,infatti, che dopo la costruzione del lago Gavossai vennero create le strutture per allevamenti di trote ed altro pesce di acqua dolce. Alla prima tempesta tutta l'attrezzatura venne persa perche' non fu possibile trovare sul posto personale che potesse dedicarsi al recupero ad alla manutenzione delle attrezzature.