L'economia comincia dalla signora Bonina

Durante il passato governo Berlusconi, vennero restituite tasse a cittadini, che per via del reddito elevato, non avevano nessun bisogno di un tale grazioso regalo. Alcuni di essi, infatti, non si sono neppure accorti della presenza in busta paga di quanto gli veniva restituito. Non ebbero nulla i cosiddetti incapienti, ossia quelli che hanno redditi al di sotto del minimo tassabile. Invano fu detto al governo ed all'ineffabile ministro Tremonti che questa misura, oltre ad essere iniqua, sarebbe stata inefficace ai fini del rilancio dell'economia e disastrosa per i conti pubblici. Queste previsioni appartenevano all'area logico-matematica del meglio ricco e sano che povero e malato a cui ci ha abituato Max Catalano nelle trasmissioni di Renzo Arbore e si sono puntualmente verificate. Ma ciò non ha scalfito né le convinzioni del centro destra, né il carisma di Berlusconi tanto che ha persino rischiato di vincere le elezioni. Il governo Prodi farà bene ad evitare questo tipo di azioni perché l'economia comincia dalla signora Bonina. Questa signora é la protagonista di un pezzo dal titolo Cose di sinistra,  scritto  il 29 ottobre del 2004 mentre il governo Berlusconi prendeva queste risibili misure.

Cose di sinistra

Nella quotidiana avventura che qualcuno ha definito il mestiere di vivere  mi sono imbattuto nella signora Bonina. In realtà l’ho assunta come colf a ore attraverso gli annunci gratuiti de Il BARATTO, pubblicato a Cagliari. È una donna di cui il dio sardo deve essere pazzamente innamorato, infatti, l’ha riprodotta, qui in Sardegna, in centinaia di migliaia di esemplari. Piccola di statura, magra come un chiodo, di poche parole e fisicamente vigorosa.

Afflitta da marito sbronzone e manesco si è liberata ricorrendo al tribunale e vive con i due figli più giovani, gli altri cinque vivono per conto loro. Mi sono dato da fare per farle acquisire altre ore di lavoro presso amici e conoscenti oltre alle otto settimanali che il mio stipendio di docente mi consente di pagarle. Naturalmente, non paga tasse, non raggiunge il reddito minimo.

Facendo del pesante sarcasmo posso affermare che é assai confortante per la signora Bonina sapere che ridurranno le tasse anche a quelli che incassano più di 500.000 euro all’anno. Continuando con il sarcasmo, è più che sicuro che uno dei beneficiari di queste riduzioni di imposta assumerà la signora Bonina o uno dei suoi figli. È più che sicuro,infatti, che la riduzione delle tasse incrementerà gli investimenti ed i posti di lavoro.

Adesso basta con il sarcasmo e spazio alla riflessione. In 60 e più anni che faccio il mestiere di vivere non ho mai visto imprenditori che investono solo perché hanno i soldi. Li ho visti investire solo se vedono l’affare e prospettive di guadagno, quando le fiutano , investono anche i soldi che non hanno.

Riprendiamo con il sarcasmo: Stavolta andrà diversamente.

L’ha detto Berlusconi nella Sua infallibile divinità!

Pertanto la signora Bonina è al sicuro. Il governo veglia e pensa al suo futuro ed a quello dei suoi figli e nipoti. Dare soldi ai ricchi, infatti, corrisponde al loro specifico interesse.

Qualcuno dei miei lettori potrebbe farsi una serie di domande. Non si potrebbe studiare una forma di integrazione dei guadagni della signora Bonina fino a raggiungere il minimo tassabile? O fornirle servizi equivalenti? É proprio necessario dare altri soldi a quelli che guadagnano quanto un centinaio di signore Bonine messe assieme?

Se diamo i soldi alla signora Bonina é sicuro che i suoi bisogni quotidiani la porterebbero spenderli in beni essenziali dando così un contributo alla ripresa dell’economia, mentre non c’è nessuna certezza che la disponibilità dei soldi porti l’imprenditore ad investire.

Queste che dico però sono cose di sinistra ed ormai in Italia non le dice più nessuno, sono passate di moda.