Forse Totò Cuffaro, in Sardegna, sarebbe meglio di Soru......

Vivo in Sardegna dal luglio del 1968,ma provengo da Palermo. Nei primi anni 1970 vivevo a Sassari ed ho assistito alla vergogna assoluta dei comportamenti dei politici nazionali e regionali nei confronti della  SIR di Porto Torres (dove ho lavorato per due anni).La SIR era una galassia di  aziende con un unico referente ,ed era finalizzata ad incassare e sperperare (come poi si e' visto) i fondi del piano rinascita (si diceva che questi fondi superavano i 1.000 miliardi di lire). La politica regionale di allora in Sardegna era assai somigliante  a quella della regione Siciliana. Ristretti gruppi politico-massonici controllavano tutto. In Sicilia i gruppi di controllo erano e sono ancora politico-mafiosi questa la sola differenza . In questi ultimi 40 anni in Sardegna,ho visto solo dal 2004 ad oggi un solo governo regionale degno di questo nome. quello diretto dal dottor Soru. Eppure a destra ed a sinistra si fa a gara a cercare di cacciarlo con tutti metodi taluni leciti altri sleali per  non dire illeciti.  Una soluzione ci sarebbe (non per risolvere i problemi della Sardegna, ma almeno per convincere alcuni a smetterla di spararle troppo grosse tipo Soru-Mugabwe,Soru-principe,Soru-autocrate e per evitare di buttar via milioni di euro in referendum ammazza-coste) la soluzione,come si legge nei libri di Sherlock Holmes, è elementare (caro Watson) e la scrivo a carattere cubitali:

 

Cari Sardi, chiamate ed eleggete Totò Cuffaro.

 

Sicuramente
 

  1. non farà nessun P.P.R. (piano paesagistico regionale).
     
  2.  non prenderà a pretesto l'assenza di industrie per abolire i consorzi industriali (come invece ha avuto il pessimo gusto di fare il dottor Soru) 
     
  3. non abolirà comunità montane,come invece ha fatto il dottor Soru, con la scusa assolutamente inaccettabile che tali comunità montane erano formate da comuni piazzati in riva al mare.
  4. non negherà i fondi ai corsi regionali di formazione con la patetica scusa che 340 milioni di euro in un anno non possono essere dati a ditte private costruite ad hoc per incassarli e fare concorrenza alle scuole professionali di stato.
  5. Inoltre, se a qualche benemerito imprenditore edile venisse in mente di costruire un bel complesso di palazzi al posto dell'anfiteatro romano di Cagliari oltre che addosso alla necropoli punica , sarebbero prontissimi per lui il placet regionale, incentivi economici  e le relativa licenza edilizia del comune interessato al progetto. 
     
  6. Infine tutti gli operatori privati di sanità e proprietari di cliniche private e di laboratori privati di analisi potrebbero ottenere assistenza economica, facilitazioni,incentivi  e tariffe adeguate (ossia doppie o triple della media nazionale) per la loro attività ed anche soffiate di allarme nel caso che guardia di finanza o magistrati volessero dare un occhiata troppo curiosa alle carte della ditta .Perchè bisogna che anche in Sardegna la gente si convinca che gli affari non vanno disturbati neppure se consistono nella costruzione ininterrotta di case su tutti i 1.731 Km di perimetro costiero dell'isola e nel seppellimento nel cemento di tutti i siti archeologici,come già si è cominciato a fare nella valle dei templi ad Agrigento.