Le partite le vincono gli allenatori, la vita e la morte dei malati terminali le decide Gasparri

Chi, come me, ha fatto sport in giuventu', e' portato a pensare che una partita di calcio, una maratona, una corsa ciclistica la vincono gli atleti. Dobbiamo cambiare idea ed alla svelta. Le partite di calcio le vincono gli allenatori. Le corse a piedi o ciclistiche le vincono i medici ed i chimici. Gli atleti possono, al massimo, vincere il gratta e vinci o la schedina,se e quando le giocano. Lo spazio per questa analisi lo dà il portoghese Mourinho allenatore dell'Inter che parla e straparla di arbitri che aiutano le squadre avversarie e tace sul gol di mano di Adriano nella partita contro il Milan. Solo il rugby rimane nella sua tradizione di lasciare l'allenatore in panchina e di lasciare i giocatori in campo fino a quando ferite sanguinanti non li costringono ad uscire, momentaneamente, dal campo oppure un fallaccio non induce l'arbitro a cacciarlo per 10' dal campo.Gli arbitri hanno il compito, assolutamente notarile, di convalidare le nefandezze altrui, gli atleti, invece, fanno le comparse di questi assurdi giochi di potere dove contano solo i soldi scuciti dai presidenti. Nell'altro settore, le persone non hanno nessun diritto di vivere o morire, perche' decide tutto il senatore Gasparri ed anche sua maesta' Berlusconi contro la volonta' del paese e della U.E. Forse andra' riformato il catechismo che attribuisce a Dio il potere della creazione, usurpandolo a Berlusconi. Anche il Corano va rivisto non e' Allah grande e Maometto il Suo profeta, ma Berlusconi e' immenso e Gasparri il suo profeta. L'Italia e' come Fantozzi: subisce ancora.