Il dottor Dipietro sul suo sito www.antoniodipietro.it, scrive .....

23 Marzo 2007

Afghanistan

La liberazione di Mastrogiacomo e' stata una vittoria dei Talebani, una vittoria dei terroristi ed una sconfitta per noi. Questa vicenda ci deve servire da lezione. E' necessario darci delle regole chiare e rispettarle. Al primo posto certo ci deve essere sempre la vita dell'ostaggio. E io sono orgoglioso che il mio governo si sia assunto la responsabilita' di liberare Mastrogiacomo. Ma la gioia sul piano personale e' accompagnata dall'umiliazione come membro dell'esecutivo.
Il problema e' a monte. Tutto va bene per salvare una vita umana e le polemiche mi sembrano inutili. L'intervento di Strada era necessario e, nello stesso tempo, non sufficiente. E' piu' apprezzabile il lavoro oscuro svolto dai nostri servizi.
Riguardo a Parisi, credo che viva lo stesso senso di umiliazione che ho vissuto io per aver dovuto cedere. I nostri soldati devono poter affrontare adeguatamente il nemico. Altrimenti e' meglio che stiano a casa. L'Italia dei Valori votera' rispettando l'impegno preso con il governo. Mi auguro che uguale senso di responsabilita' venga dimostrato da tutti quelli che hanno dato la fiducia a Prodi.

Mi sono preso io la cura di evidenziare in azzurro le frasi che desidero commentare.

Caro dottor Dipietro,

non si senta umiliato : in Afghanistan siamo andati a mettere pace (se lo ricorda?) e pertanto non dobbiamo affrontare nemici e non dobbiamo piangere sconfitte. Si tenga solo l'orgoglio per la liberazione del nostro compatriota e la gioia che il risultato è stato ottenuto con il contributo (forse determinante) di un medico disarmato e pacifista. Il governo a cui Lei partecipa ha così dimostrato a tutti la natura pacifica della nostra missione. Le offro due spunti di riflessione tratti dal sito www.angeloaquilino.it

  1. Mastrogiacomo è vivo

  2. Missioni e porcate