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CERE |
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Le cere sono sostanze indispensabili in laboratori per i loro innumerevoli impieghi (inscatolamento d'impronte, blocchi di occlusioni,unioni di . parti di protesi prima dei procedimenti di riparazioni, ma l'utilizzazione principale è nella modellazione di protesi dove vengono usati anche resine artificiali, sia essa da tradurre in lega metallica (cere per modelli d'intarsi, di corone, di scheletri per protesi parziali rimovibili ... ) che in resina (cere per basi di protesi totali e parziali. Sono materiali che possono passare, tramite apporto di calore, dallo stato rigido allo stato plastico o viceversa tramite raffreddamento (materiali termoplastici); ciò consente di poterli lavorare agevolmente nelle forme più desiderate. In commercio sono disponibili vari tipi di cere, che presentano composizioni diverse. In genere con il termine di cere si intendono gli esteri di acidi grassi superiori (ovvero con molti atomi di carbonio, C) con alcoli superiori R-COOH + HO-CH 2è R-COO-CH2-R' + H20Acido alcool estere dove R ed R' sono la parte variabile della molecola (radicali). Le cere naturali, però sono in effetti dei miscugli di esteri superiori con idrocarburi composti formati da C ed H), acidi grassi (stearina) ... Cere naturali: le cere naturali (animali, vegetali e minerali) sono le sostanze presenti in maggior percentuale nelle cere per uso dentale che si trovano in commercio. Si ritiene opportuno pertanto analizzare le princípali cere naturali di ogni gruppo: cere animali: la più nota è la cera d'api, sostanza secreta dalle ghiandole delle api operaie, costituente le cellette, a forma esagonale, degli alveari, i cosiddetti favi. Facendo fondere i favi nell'acqua bollente si ottiene la separazione di una sostanza di colore giallo, plastica ed untuosa al tatto, dall'aroma che ricorda quello del miele (cera vergine). Tale cera è dapprima filtrata per eliminare le impurezze , quindi purificata con successive fusioni ed imbiancata per esposizione ai raggi ultravioletti o in presenza di acqua ossigenata. La cera purificata ha un intervallo di rammollimento sui 40-45°C ed un intervallo di fusione compreso fra i 62 e i 65°C. E’ bianca, in strisce sottili è traslucida, è friabile a freddo (cioè facile a sfaldarsi) e non molto dura a temperatura ambiente é insolubile in acqua ma solubile in parecchi solventi organici quali l'alcool (a caldo), la benzina, l'essenza di trementina ... cere vegetali: la più nota è la cera carnaùba che è il prodotto di essudazione di una palma molto diffusa nel Brasile (Copernicia cerifera). Raffinata ha un colore biancastro, è più dura e fragile della cera d'api e e presenta un intervallo di fusione compreso fra gli 83° e ì 91°C. t impiegata per aumentare l'intervallo di fusione e la durezza di altre cere. Un altro tipo dì cera vegetale, che spesso rientra nei miscugli delle e cere per uso dentale, è la cera candelilla, che si ricava da alcune erbe delle zone desertiche del Messico e del Texas. Presenta un intervallo di fusione e compreso tra 65° e 69°C; viene miscelata in genere con la paraffina per aumentarne la durezza e l'intervallo di fusione; cere minerali: la più nota è la paraffina, che è un prodotto ceroso e costituito da un miscuglio di diversi idrocarburi. E ottenuta, in genere, per raffreddamento dei residui della distillazione dei petroli greggi. Raffinata ha un aspetto biancastro, è inodore e traslucida; ha un intervallo di fusione tra 40 e 70°C. Presenta un peso specifico minore di quello dell'acqua, non conduce né calore né elettricità ed è insolubile nell'acqua. Altra cera minerale è l'ozocherite (od ozocerite), anch'essa costituita da un miscuglio di diversi idrocarburi. Ha intervallo di fusione compreso fra 60 e 70°C; dalla sua raffinazione con acido solforico (H 2S04), a caldo, si ottiene la ceresina, sostanza cerosa che viene miscelata in genere con la paraffina per elevarne l'intervallo di fusione. La montana è una cera minerale estratta da alcuni tipi di lignite (è un tipo di carbone geologicamente giovane ) della Sassonia e della Turingia, per mezzo di adatti solventi, alla temperatura di 250-260°C e alla pressione di 50 -- 60 atmosfere. E’ un prodotto ceroso di colore biancastro (dopo la raffinazione), duro, fragile e con intervallo di fusione sugli 80 – 90°C. E’ impiegata in genere per aumentare la durezza e l'intervallo di fusione della paraffina.Cere sintetiche: le cere sintetiche sono presenti in percentuali piuttosto limitate nelle cere per uso dentale. Sono formate da composti organici complessi di varia composizione e presentano un elevato grado dì purezza e proprietà controllate. Additivi: gli additivi sono sostanze aggiunte intenzionalmente allo scopo di ottenere determinati risultati e opportune proprietà. CERE PER USO DENTALE Le cere per uso dentale possono essere classificate, a seconda del loro impiego, in tre gruppi: 1. Cere per modelli (o cere per modellazione) 2. Cere per vari usi 3. Cere per uso odontoiatrico. Le cere per modelli vengono impiegate, in laboratorio odontotecnico, per la modellazione di protesi fisse e mobili. Possono essere classificate in due gruppi principali: cere per modelli da riprodurre in resina e cere per modelli da fusione Cere per modelli da riprodurre in resina Tali cere sono fornite, in commercio, in fogli di diverse dimensioni e colori (bianchi, rosa o rossi) e sono adoperate per confezionare basi di protesi mobili (totali e parziali), faccette di corone, corone complete .Hanno diverse composizioni e, quindi, diverse caratteristiche; si possono classificare in tenere (impiegate nei mesi invernali), intermedie (per clima temperato) e dure (per i mesi estivi). La differenza fondamentale fra i tre tipi di cere è rappresentata dal diverso grado di plasticità (scorrimento viscoso) alle varie temperature.
Tali cere sono costituite essenzialmente, in diversa percentuale, da ceresina (o paraffina), cera d'api, cera carnauba, resine naturali e artificiali, cere sintetiche, olii e sostanze coloranti. Cere per modelli da fusione Il loro uso è riservato per confezionare modelli da riprodurre in lega metallica (stelliti, leghe auree ...) mediante il procedimento di fusione a cera persa. La loro principale caratteristica è che devono essere eliminabili completamente (tramite riscaldamento in forno) senza lasciare residui all'interno della forma, in modo da non ostacolare l'entrata della lega liquida. Tali residui oltre a dar luogo a protesi incomplete, provocherebbero nella lega delle contaminazioni (con conseguente fragilità, corrosioni interne ... ). Il colore delle cere da fusione è in genere blu, verde o rosso porpora. Le cere per modelli da fusione possono essere di due tipi: cere per fusioni in genere, che sono fornite in fogli di vari spessori per modellare protesi di una certa estensione (travate di ponti ... ), in blocchi o bastoncini per piccole modellazioni (corone 3/4, Weener, intarsi indiretti, corone fuse ... ), in profilati (per perni da colata) e in preformati (ganci, barre, reti di ritenzione) per protesi scheletrate. I preformati presentano, in genere, un certo grado di adesività, che serve a facilitare il mantenimento della loro posizione sul modello (in materiale refrattario). I costituenti principali di tali cere sono (in diversa percentuale): paraffina, resina dammara, cere sintetiche, olii e sostanze coloranti. cere per intarsi (metodo diretto), che sono fornite in coni o bastoncini.I costituenti principali di tali cere sono (in diversa percentuale): cera carnatiba, ceresina, resine dammara, cera d'api, paraffina e sostanze coloranti. La possibilità di poter reperire in commercio cere da fusione con proprietà diverse (tenere, dure, plastiche ... ) è da attribuirsi alla diversa percentuale dei costituenti con cui le Case produttrici confezionano i vari prodotti. Caratteristiche richieste alle cere per modelli Le cere utilizzate come materiale per la modellazione dovranno rispondere, in misura adeguata e, a seconda del loro impiego, alle seguenti principali caratteristiche: lavorabilità: Le cere utilizzate in campo dentale che, come si è detto, sono formate da un insieme di varie sostanze, presentano una struttura sostanzialmente amorfa, per cui non fondono ad una temperatura ben precisa, ma rammolliscono gradatamente all'aumentare della temperatura stessa: presentano cioè un intervallo di fusione. Tale caratteristica consente loro di presentarsi in vari gradi di plasticità al variare della temperatura; questo comportamento permette di poterle manipolare e sagomare con una certa facilità; sensibilità agli sbalzi termici. le cere naturali, rispetto agli altri materiali dentali, presentano un elevato coefficiente di dilatazione termica, da cui discende che le cere per uso dentale (i cui principali costituenti sono appunto le cere naturali) saranno molto sensibili agli sbalzi di temperatura. Tale caratteristica assume particolare importanza nelle cere per modelli utilizzate nella tecnica diretta (intarsi e più raramente perni‑moncone), le quali subiscono uno sbalzo dalla temperatura orale a quella ambiente: se le modificazioni dimensionali del modellato in cera risultassero non trascurabili, influirebbero negativamente sull'esito finale della fusione e quindi sulla precisione. t appunto per tale motivo che le cere per intarsi diretti presentano un coefficiente di dilatazione termica più basso rispetto alle cere per fusione in genere (tecnica indiretta). Le cere per la tecnica diretta devono presentare una dilatazione minore dello 0,2% tra i 25 – 37°C. La regolazione dei coefficiente di dilatazione termica è realizzata, industrialmente, variando, in modo opportuno, la percentuale delle varie cere naturali presenti nelle cere per modelli. In tabella sono riportati i coefficienti di dilatazione termica lineare di alcune cere naturali a diversi intervalli di temperatura.
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Acidi sono composti a base di carbonio che hanno nella molecola il gruppo di atomi COOH detto anche carbossile. Gli acidi a catena aperta sono presenti nei grassi sia animali che vegetali e si chiamano acidi grassi Quando il numero di atomi di carbonio è basso si parla di acidi grassi inferiori , altrimenti superiori.Gli alcoli sono composti a base di carbonio che hanno un gruppo OH, chiamato ossidrile legato ad un atomo di carbonio. Gli alcoli superiori sono quelli con molti atomi di carbonio
atmosfera equivale al peso di 1033 grammi ogni cm2) Tra i principali additivila trementina: resina oleosa che si estrae dalle conifere (pini, larici, abeti) mediante incisioni sul tronco. Sottoponendo a distillazione la trementina, si ottiene l'essenza di trementina (o acqua ragia) e un residuo solido, la colofonia (o pece greca), la quale rammollisce verso i 70 – 80°C, è insolubile in acqua e solubile nei comuni solventi organici; la gommalacca: sostanza resinosa prodotta da alcuni insetti del genere cocciniglia, che vivono sui rami di numerose piante asiatiche. La secrezione dell'insetto femmina, forma sui rami delle croste di 5 ~ 10 mm di spessore, con colore variabile dal giallo al bruno. Le croste sono sottoposte ad opportune manipolazioni aventi lo scopo di purificare il prodotto finale; la stearina (o acido stearico): composto organico (C17H35COOH) Ottenuto dai grassi animali, solido a temperatura ambiente, di colore bianco, facilmente fusibile e combustibile. t utilizzato per aumentare l'intervallo di fusione delle cere dentali; la dammara: si indicano in genere con questo nome varie resine naturali, prodotte per essudazione da alcune specie di piante, per lo più indiane. Fra le resine dammara quella maggiormente impiegata è la resina Kaliri che risulta più dura e meno solubile della colofonia. La funzione di tali resine è di aumentare la durezza e la resistenza delle cere dentali
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