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Jean-François Champollion ed i cartigli della stele di Rosetta |
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Nell'estate del 1796, il generale Napoleone Buonaparte, sconfisse tutti gli eserciti austriaci presenti o inviati nell'Italia Settentrionale e costrinse l'impero austriaco ad una pace assai favorevole alla Francia. La Gran Bretagna era l'altro nemico da colpire. Nell'estate del 1798 Napoleone sbarcò con un corpo di spedizione in Egitto allo scopo di sottrarre questo paese al controllo inglese e di farne una base per una futura invasione dell'India. La spedizione nacque male. La flotta che aveva trasportato l'esercito francese, mentre era all'ancora nella baia egiziana di Abukir, venne distrutta da quella inglese. Napoleone continuò comunque la spedizione, sconfiggendo eserciti locali egiziani e reparti inglesi ma fu costretto ad abbandonare la spedizione, lasciare le truppe sul posto, dove poi vennero definitivamente sconfitte da un esercito inglese. Tuttavia, lo stuolo di studiosi e di scienziati che aveva portato con sé fecero un lavoro egregio sul piano della conoscenza dell'antica civiltà egizia. Casualmente venne scoperta una lastra di basalto nero nota come la stele di Rosetta. Essa contiene una iscrizione scolpita in tre forme diverse di scrittura.
Di questa iscrizione vennero fatti calchi in gesso che finirono nelle mani dei maggiori studiosi di egittologia dell'epoca. La studiarono sia l'inglese Thomas Young che il francese Jean-François Champollion. La parte greca dell'iscrizione fece subito capire che era di epoca ellenistica, ossia del periodo successivo alla conquista dell'Egitto compiuta da Alessandro Magno nella seconda metà del 300 a.C. . Dopo la morte di Alessandro (323 a.C.) il suo gigantesco impero venne spartito tra i suoi generali. Uno di questi, il macedone Tolomeo, divenne re d'Egitto e fondò una dinastia che si concluse, secoli dopo, con la nota vicenda di Antonio e Cleopatra. Questa regina era proprio l'ultima di questa dinastia macedone. I nomi Tolomeo e Cleopatra erano largamente usati per i membri di questa dinastia ed erano presenti anche nella parte greca di questa iscrizione. Fu subito ipotizzato che le tre scritture contenessero lo stesso testo. Tutti i governi ricorrono a questo mezzo quando la popolazione governata appartiene ad etnie diverse con lingue diverse. In Svizzera tutti i documenti dello stato federale vengono scritti in tedesco, francese, ladino ed italiano. Come scoprire la corrispondenza del testo greco con quello geroglifico? I principi su cui si basava la scrittura geroglifica si erano persi nei primi secoli dopo Cristo. Notizie sull'argomento si hanno in un trattato scritto da un sacerdote egiziano, Orapollo, nel V secolo dopo Cristo. In questo trattato, però, oltre ad informazioni corrette ed utili, vengono date notizie errate e fuorvianti sulla scrittura geroglifica che viene ancora definita ideografica. Ma la stele di Rosetta aveva alcune singolarità..... Era noto che gli antichi egiziani scrivevano i nomi dei faraoni in cartigli: ossia circondandoli con un linea ovale. Partendo dal testo greco fu facile per Young identificare i cartigli di Tolomeo e di Cleopatra. Ma la scoperta più importante fu di Champollion... Confrontando i due
cartigli trovò che alcuni segni si ripetevano
in entrambi: Inoltre questi segni erano proprio nella posizione giusta: |
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Champollion ne dedusse che i geroglifici avessero un valore fonetico. Il disegno di un leone poteva rappresentare la lettera L , il disegno di un avvoltoio la lettera A, e non già il leone o l'avvoltoio. Champollion verificò la propria teoria decifrando anche i cartigli di Ramsete e di Thutmosis, presenti in altre iscrizioni egizie provenienti da Abu Simbel
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Era evidente che bisognava abbandonare la convinzione che i geroglifici egiziani fossero ideogrammi, ossia che ogni segno rappresentasse una parola intera o un concetto, come accade nella scrittura cinese. Ipotizzò che i vari segni potevano avere valori alfabetici (ossia rappresentare una singola lettera) o sillabici (rappresentare 2 o 3 lettere) o determinativi (ossia determinare il significato esatto di una parola in caso di ambiguità). Il risultato fu la lettura della lingua egizia. Ma leggere una lingua non significa capirla. La soluzione del problema fu la lingua copta largamente parlata in Egitto fino al 1000 d.C. ed ancora usata come lingua liturgica per la religione cristiana di rito copto che ha ancora seguaci (pochi) in Egitto. Champollion provò che il copto era l'ultima forma dell'antica lingua egizia. Ossia il rapporto tra il copto e l'egizio antico é lo stesso che esiste, ad esempio, tra l'italiano ed il latino. Gli fu possibile, con metodo filologico, scrivere una grammatica e un vocabolario della lingua egiziana. Malgrado il successo delle sue scoperte, la geniale intuizione di Champollion non fu accolta subito dagli ambienti scientifici dell'epoca. Prima di concludere la sua breve vita guidò una spedizione scientifica francese in Egitto. Ovunque andasse, uno stuolo di uomini e di donne egiziani accorreva a vederlo. Per tutti egli era l'uomo che fa parlare le pietre. |