Ho riletto i Sepolcri di Ugo Foscolo

Nella primavera del 1796 la zona settentrionale della penisola italiana (che taluni indicano come Padania) ebbe un numero smodato di decessi. Il motivo venne subito chiarito: si trattava di inquinamento da metalli pesanti ( soprattutto piombo ) scaricato dalle imprese di un francese, tale Bonaparte Napoleone nativo di Ajaccio. In poco tempo le imprese di pompe funebri non riuscirono a soddisfare la domanda, tanto che i sindaci di molti comuni dovettero emettere ordinanze per invitare la gente a seppellire i defunti all'ingrosso, in fosse comuni. Naturalmente ci fu un notevole sforzo organizzativo di queste imprese che furono presto in grado di approfittare dell'aumento del giro di affari. Ma come convincere il pubblico, ormai disadattato, ad utilizzare i loro servizi e ritornare alla vecchia usanza dei sepolcri singoli? Le pompe funebri, riunite in associazione, acquisirono i servigi di un ingegnoso giovane con la passione smodata per le donne e con il pallino della poesia. Questo giovane si chiamava Foscolo Ugo ed era nativo di Zante (isoletta dell'Adriatico). Egli riuscì a convincere tutti a farsi seppellire all'Ombra dei cipressi e dentro l'urne, anziché in fossazze comuni.Si servì della poesia, suo passatempo preferito, ed in un migliaio di versi ebbe modo di chiarire che se sopravvivi nel ricordo delle persone acquisti una specie di immortalità a patto che finisci in un sepolcro singolo per conto tuo dove possano venirti a trovare.

 di Angelo Aquilino