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Ho riletto il 5 maggio di Alessandro Manzoni |
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Alessandro Manzoni, milanese, cerca di descrivere, in una poesia chiamata ode, le doti del famoso Bonaparte Napoleone francese nativo di Ajaccio. Costui s'era distinto per avere fatto grandi imprese alcune delle quali avevano prodotto grave inquinamento da metalli pesanti in molte zone dell'Europa. Le conseguenze nefaste di questo fenomeno erano già state raccontate da Foscolo Ugo da Zante, nel migliaio di versi della poesia, titolata assai giustamente, I Sepolcri, per le sue ripercussioni in val padana. Il francese aveva anche viaggiato ed eplorato molte zone e non solo in Europa (dall'Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno). Dopo un bel po' di versi (la poesia é lunga), Manzoni non riesce ad esprimere un parere sul personaggio ed infatti si chiede:" fu vera gloria?" e si risponde : "ai posteri l'ardua sentenza!". Poichè in un periodo successivo della sua vita Manzoni Alessandro fu senatore del regno d'Italia, c'é da pensare che, già nel 1821, pensasse a sottoporre il quesito ad una successiva commissione parlamentare di inchiesta. Sospetto che tutto ciò costituisca un fulgido esempio di scarica-barile all'italiana. |