La Sardegna ha bisogno di salvatori

La Sardegna ha un numero assai elevato di persone che portano come primo nome Salvatore, qualche genitore irresponsabile piazza questo nome anche alle bambine, al femminile il nome viene declinato come Salvatorica. Ogni tanto però viene fuori un salvatore ossia persona che si dedica a salvare la Sardegna. Palermitano di origine, vivo in Sardegna dal luglio del 1968, e di salvatori della Sardegna ne ho visti più d’uno.

Il primo salvatore che ho visto è stato Rovelli che ha sistemato l’economia della zona di Sassari costruendo la petrolchimica a Porto Torres. La fabbrica si chiamava Società Italiana Resine (S.I.R.). Ha anche fatto molto per la Sardegna centrale dove ha costruito una bellissima fabbrica di lana sintetica ad Ottana. Tutti gli Italiani conoscono la fine del gruppo Rovelli per via della vicenda giudiziaria Imi-Sir e delle centinaia di miliardi di lire di allora, dati dallo stato agli eredi Rovelli patrocinati dall’abilissimo avvocato Previti. Forse pochi sanno che le due fabbriche, sull’orlo del fallimento, già nei primi anni 1970, sono state salvate dall’Ente Nazionale Idrocarburi (E.N.I.) ed hanno vissuto una vita grama. La fabbrica di Porto Torres, ridotta ad un decimo rispetto al 1968, continua a sopravvivere in modo avventuroso, mentre quella di lana sintetica (fibra acrilica) è stata chiusa. Certo costruire una fabbrica di lana sintetica in una zona che ha meno di 300.000 abitanti ed oltre 2.500.000  pecore rappresenta il massimo dell’avvedutezza e della lungimiranza. Naturalmente questo vale non solo per la squadra che spalleggiava Rovelli, ma anche per i politici ed i sindacalisti locali ed anche nazionali che lo appoggiavano con finanziamenti pubblici dell’ordine di migliaia di miliardi di lire di allora. A tutti è venuto il sospetto (legittimo) che volavano tangenti. In contemporanea il principe Karim (Aga Khan), altro salvatore, lanciava la Costa Smeralda, pubblicizzando la Sardegna in campo internazionale in ciò aiutato anche da Graziano Mesina, personaggio assai stimato non solo dai Sardi. L’ex-ministro Castelli non ha avuto nessuna difficoltà a controfirmare la grazia, malgrado i molti ergastoli che si era guadagnato.

Il dottor Soru, fondatore di Fiscali, è presidente della regione Sardegna dalla primavera del 2004 e sta cercando ….…..

  • di convincere la gente che turismo ed edilizia di seconde case non sono sinonimi.

  • di tenere aperte le spiagge della Sardegna in modo che anche gli abitanti delle zone interne possano farsi un bagnetto ogni tanto o magari un pediluvio.

  • di capire un grosso mistero. Aerei e navi comunicano, ogni anno, incrementi di passeggeri dell’ordine di 5-7%, gli albergatori decrementi di presenze dello stesso tenore , mentre le seconde case sono sfitte per almeno il 50%.

  • di far pagare ai ricchi le spese dell’urbanizzazione già avvenuta mettendo tasse per l’approdo di natanti più lunghi di 12 metri e per le seconde case dei non residenti.

  • Il geometra Flavio Briatore, proprietario a Porto cervo di un locale assai noto ed anche di una barchetta di 50 metri è, in ordine di tempo, l’ultimo salvatore della Sardegna.

    Ha acquistato una pagina intera dei quotidiani sardi per dire che se i ricchi sono costretti a pagare si trasferiranno in Spagna, in Croazia insomma altrove ed invita la regione ad un tavolo dove potrà dare la ricetta per rinvigorire il turismo in Sardegna, attualmente limitato ai mesi di luglio-agosto sulla scorta della pubblicità data dalla presenza dei vip.

    Il dottor Soru farà bene ad affidarsi a Lui, la Sardegna ha tanto bisogno di salvatori.