|
Amedeo Avogadro nasce a Torino il 9 agosto 1776. Figlio di un magistrato di antica nobiltà viene inizialmente avviato agli studi di giurisprudenza. Ma accanto ai suoi studi giuridici, nei quali arrivò al massimo del curriculum scolastico, egli coltiva con passione e serietà anche quelli per la matematica e la fisica, per le quali aveva una grande predilezione al punto da seguire assiduamente i corsi tenuti dall'abate Anton Maria Vassalli-Eandi (1761-1825) all'Università di Torino. Fece una lunga e luminosa carriera come docente di matematica e fisica nella stesso ateneo e pubblicò notevoli lavori sulla struttura della materia. L'enunciato scientifico per il quale ha ancora un posto nella chimica è quello riportato qui sotto ed è noto come Legge di Avogadro. Nella fotocopia sotto c'è il lavoro originale dell'epoca (in francese) con il quale Avogadro suggerisce di usare la sua legge per determinare i pesi molecolari delle sostanze. Questa legge stentò ad affermarsi e venne contrastata da alcuni dei maggiori scienziati del suo tempo a partire da Dalton. Il motivo? In poche parole, la natura elettrica della materia suggeriva che gli atomi nelle molecole fossero uniti da attrazioni elettrostatiche ,pertanto due o più atomi uguali non potevano avere legami tra loro in quanto avendo la stessa carica si sarebbero respinti, pertanto molecole tipo H2 ,O2 ,N2 non potevano esistere. Avogadro morì nel 1856 senza che la sua legge venisse universalmente accettata e neppure il metodo suggerito nel lavoro qui riportato. Un altro scienziato italiano, Cannizzaro, dimostrò, in occasione del 1° congresso internazionale della chimica (1860), l'attendibilità delle vedute di Avogadro. Al numero di molecole contenute in una mole viene dato il nome di numero o costante di Avogadro. |
|
![]() |
Francobollo emesso dalle poste italiane per il centenario della morte di Amedeo Avogadro. |