DETERMINAZIONE DI m/e
Deflessione
elettrica e magnetica dei raggi catodici
dal sito http://www.matematicamente.it/tesine/particelle/busseni_marco_5.htm

Sulle particelle di massa m dei
raggi catodici venga esercitata una forza F trasversale alla loro direzione di
moto. Le particelle acquisteranno un'accelerazione lungo tale direzione di
modulo:
a = F/m
dopo un tempo t, acquisteranno una velocità perpendicolare al loro moto, di modulo
vperp=ta=t F/m (B.1)
Supponiamo che le particelle abbiano tutte la stessa velocità v nella direzione originale dei raggi e che la regione sede del campo uniforme (condensatore) abbia una lunghezza l, il tempo che la particella impiega ad attraversare il campo è: t = l/v e la B.1 diventa: vperp= Fl/mv (B.3)
All'uscita dal campo (regione di
deflessione), le particelle dei raggi entrano in una "regione di deriva" di
lunghezza L, con la componente di velocità lungo questa direzione ancora uguale
a v. Il tempo trascorso nella regione di deriva è : T = L / v (B.4). Durante
questo intervallo di tempo le particelle dei raggi si muovono anche in direzione
perpendicolare alla loro direzione originaria con una velocità Vperp, quindi il
loro spostamento d dalla traiettoria originaria dei raggi quando raggiungono la
fine della regione di deriva è: d = T Vperp (B.5). Inserendo (B.4) e (B.3) in
(B.5) si ottiene
d=FLl/mv2 (B.6)
Se le particelle dei raggi
catodici hanno carica elettrica 'e', la forza elettrica esercitata su esse da un
campo elettrico E risulta essere
Felet=eE
(B.7)
che produrrà uno spostamento dei
raggi alla fine del tubo uguale a delet
= eElL/mv2
(B.8)

La forza magnetica esercitata da un campo magnetico B su una particella di carica 'e' e velocità v, è perpendicolare al campo. Nell'esperimento di Thomson, Vperp << v, si può assumere per la forza magnetica la forma
Fmag= evB (B.9)
con la forza che agisce praticamente lungo la perpendicolare alla direzione originale dei raggi. Tale forza produce uno spostamento dei raggi alla fine del tubo uguale a
dmag= eBlL/mv (B.10)
Supponiamo ora che vengano misurati delet e dmagper determinati valori di E, B, l e L. Per ottenere il rapporto tra la massa e la carica dell'elettrone si faccia il rapporto tra (B.10) e (B.8). Da questo rapporto si ricavi la velocità v delle particelle nella direzione originale in assenza di campi si otterrà
v=(E/B)(dmag/delet) (B.11)
Inserendo questa espressione in (B.10) e risolvendo rispetto ad m/e si ottiene
m/e = B2lLdelet/E(dmag)2 (B.12)
Questa è la formula usata per
ricavare il rapporto massa/carica delle particelle dei raggi catodici dalle
misurazioni relative alla loro deflessione in campo elettrico e campo magnetico.
Essa presuppone due misure separate, una con campo elettrico E e l'altra con un
campo magnetico B, in entrambi i casi i campi, uniformi nella zona di
deflessione e trascurabili all'esterno, sono perpendicolari alla direzione
originaria delle particelle. E' evidente, dai passaggi illustrati, che le due
misure furono necessarie per evitare la misura della velocità v delle
particelle, inoltre che la B.12 si semplifica se le due deflessioni sono uguali,
accorgimento seguito da Thomson nelle sue misure.

Uno dei tubi con i quali Joseph John
Thomson misurò il rapporto tra la massa e la carica dell'elettrone. Tubi dello
stesso tipo vennero usati per mostrare che i raggi catodici erano deflessi da un campo
elettrico.