Introduzione alle
energie alternative
Da molti anni si fa un gran parlare di energie
alternative e di sviluppo sostenibile, ma
poco è stato fatto e gran parte dell'energia viene ancora
ricavata dalla combustione di combustibili fossili tipo petrolio,
carbone e metano. Alcuni accordi internazionali, ad esempio il
protocollo di Kyoto, sono stati disattesi ed a quanto pare il clima
del pianeta sta cambiando. Giova, a beneficio di coloro che hanno
poca dimestichezza con la chimica o hanno dimenticato gli studi una
breve lezione sull'argomento.
La combustione è un
processo subito prevalentemente dai
materiali a base di carbonio ma anche di zolfo, fosforo, azoto ed ha
bisogno di ossigeno dell'aria. Come risultato si ottengono composti
del carbonio con l'ossigeno: l'anidride carbonica e (quando
l'ossigeno é poco) il velenossimo ossido di carbonio. La
combustione di zolfo, fosforo ed azoto genera i loro composti con
l'ossigeno. In molte delle nostre città appositi misuratori
automatici misurano la concentrazione di questi composti gassosi
nell'aria in modo che gli amministratori possano prendere misure a
difesa della salute dei cittadini. Normalmente fermano per qualche
giorno il traffico delle automobili, poi una giornata ventosa cambia
l'aria alla città, i misuratori automatici segnano livelli
inferiori dei composti gassosi nocivi e tutto ritorna come prima.
Cosa accade dei gas portati via dal vento?
-
I composti dello zolfo con
l'ossigeno generano con l'aqua contenuta nell'aria il molto corrosivo
acido solforico che raggiunge il suolo sotto forma di pioggia acida. In
località anche distanti dal luogo dove hanno bruciato quelle
schifezze gli abitanti innocenti devono subire l'acidificazione di
piante, fiumi e laghi che a lungo andare produce il deserto.
-
Il mortale ossido di carbonio, se
non trova di ammazzare qualcuno, reagisce con l'ossigeno e si trasforma
in anidride carbonica.
-
l'anidride carbonica viene assorbita dalle piante o si scioglie
nell'acqua dei fiumi, dei laghi dei mari e viene persino abbattuta
dalla pioggia. Se i suoi quantitativi sono eccessivi una parte rimane
nell'aria e rimane negli strati bassi dell'atmosfera (un litro di
anidride carbonica pesa di più di un litro di aria). Questo
gas trattiene molto i raggi infrarossi ossia il calore con il risultato
che la temperatura della superficie del pianeta aumenta.
In
breve bruciare per avere energia non è un buon affare.
Alcuni scienziati prevedono molti disastri collegati all'aumento di
temperatura .....
- il ghiaccio fonde sia quello
delle calotte polari sia quello dei ghiacciai con il risultato che...
- aumenta il livello medio del
mare e diminuisce la salinità. La conseguenza è a
due livelli entrambi disastrosi....
- si allagano zone costiere,
alcuni fiumi devono cercarsi un'altra foce e non è tutto.....
- le correnti marine, che sono
basate su differenze di salinità e di temperatura delle
acque marine, possono variare portata ed anche percorso. Questo
può alterare il clima di vaste zone ed anche il regime dei
venti e naturalmente delle pioggie.
Bisogna,
quindi ricorrere ad altri sistemi per produrre energia.
Altri
sistemi per la produzione di energia
L'uso
di centrali
nucleari che utilizzano la rottura di nuclei di
atomi come
uranio e plutonio è molto meno popolare che nel passato. La
catastrofe di Cernobyl ha fatto riflettere molta gente e sebbene
molti si richiamino alla sicurezza degli impianti più
moderni,
non mancano quelli che si spingono a pensare a quale immensa
catastrofe potrebbe portare un riuscito attentato terroristico anche
ad una soltanto di queste strutture. La difficoltà dello
smaltimento delle scorie radioattive costituisce un ottimo motivo per
non procedere alla costruzione di altri impianti di questo tipo.
Gli
impianti
eolici sono come dei mulini che sfruttano la forza
del vento
per produrre, tramite delle turbine, elettricità. Hanno il
vantaggio di essere assolutamente ecologici. La loro ubicazione deve
tenere presente il fatto che l'elettricità va trasportata
con
i fili, i fili vengono sostenuti dai tralicci che abbisognano di
manutenzione. Per fare la manutenzione servono le strade che
fatalmente portano ad urbanizzare zone di alto pregio naturalistico.
La logica conseguenza che è difficile installare
parchi
eolici in zone della Sardegna o dell'Appennino ancora intatte.
I
pannelli
solari termici sono quelli che producono acqua
calda per gli
scaldabagni. Il calore viene assorbito dal pannello nero e trasferito
all'acqua contenuta in un recipiente che non disperde
calore(coibentato). In una intera notte la temperatura dell'acqua si
abbassa di pochissimo (1-2°C gradi). Il costo di un impianto
domestico è intorno a 1.200 euro. Sono disponibili incentivi
dello stato e rateizzazioni delle ditte installatrici.
I
pannelli
fotovoltaici sono dispositivi basati sull'effetto
foto-elettrico. Questo effetto consiste nel fatto che taluni
materiali colpiti dalla luce emettono elettroni (minuscole cariche
elettriche). Per fare circolare queste cariche si organizza un
circuito di fili. La corrente elettrica risultante è
continua
come quella delle pile. Per cui viene convogliata verso un
alternatore per avere la normale corrente alternata di rete. Con gli
attuali costi si possono installare 1,5 Chilovatt con 7-8 mila euro
coperti da incentivi e rateizzazioni. Con 12 mila euro è
possibile avere i rituali 3 chilovatt dell'enel.
I
bio-combustibili
sono materiali ottenuti da prodotti o da scarti agricoli. I prodotti
agricoli amidacei (cereali, patate ecc.) e quelli zuccherini
(barbabietola da zucchero, canna da zucchero) producono alcool
etilico per fermentazione. Questo materiale può alimentare i
motori a scoppio da solo oppure mescolato alla benzina. Alcuni oli
di semi possono alimentare i motori diesel. La combustione
di
questi prodotti produce anidride carbonica e non
è
dissimile dalla combustione di derivati del carbone e del petrolio.
Offre solo il vantaggio di essere una risorsa
rinnovabile.
Taluni pensano però che la coltivazione dei terreni allo
scopo
di produrre materiali energetici possa danneggiare o rendere
più
costosi i prodotti agricoli alimentari.
L'idrogeno
è stato proposto per produzioni energetiche sia nei motori a
scoppio sia nelle cosiddette pile a combustibile
dove
una moderna tecnica assai elaborata permette di ottenere corrente
elettrica. Motori funzionanti con questa tecnologia (motori
elettrici ad idrogeno) attualmente di grosso
ingombro vengono
installati in autobus e camion. Queste tecnologie che utilizzano
l'idrogeno sarebbero ideali perché
producono acqua come materiale di scarto, hanno solo lo vantaggio
dell'alto costo di produzione dell'idrogeno e dalla sua difficile e
rischiosa conservazione.
L'idrogeno tende ad esplodere quando entra a contatto con l'ossigeno.
La
soluzione principe
per il problema energetico del pianeta è sicuramente quella
degli impianti a fusione nucleare. Da
molto tempo
sappiamo fare la fusione nucleare si chiama bomba termonucleare
oppure bomba all'idrogeno. Due nuclei di atomi di idrogeno vengono
fusi assieme a due neutroni per dare atomi di elio. Questa fusione
emana una quantità smodata di calore da cui sarebbe
possibile
ottenere quantità enormi di elettricità. Per
innescare
il processo occorre una temperatura assai elevata oppure una
pressione gigantesca. Sfortunatamente non sappiamo ancora condurla in
modo controllato (fusione fredda). Non è neppure dato di
sapere quando questa tecnologia sarà disponibile, infatti,
se
il professor Rubia ha parlato di 2025, altri scienziati ugualmente
famosi ipotizzano date assai più lontane.
Quali
tecnologie bisogna adottare
Un
errore che bisogna
evitare è la costruzione di grossi impianti. Ognuna delle
tecnologie esaminate può portare il suo beneficio alla
soluzione del problema energetico.
- Una
legge che obbligasse le nuove costruzioni e gli edifici pubblici a
dotarsi di pannelli fotovoltaici potrebbe portare ad avere una certa
produzione energetica. Incentivi ai privati per installare impianti di
questo tipo nelle costruzioni già fatte sarebbe un altro
passo nella giusta direzione. Con 2-3 chilowatt
di potenza installati presso un numero elevato di utenti si otterrebbe
una produzione assai ragguardevole di energia.
- Piccoli
parchi eolici in zone ventose vicine alle città (dove
è già esistente il sistema di trasporto
dell'energia elettrica) potrebbero dare un loro contributo senza
aumentare lo scempio del territorio come il passato governo pretendeva
di fare in Sardegna.
- Piccole
centrali a pannelli fotovoltaici potrebbero essere utilizzate per
ottenere corrente elettrica per produrre idrogeno per elettrolisi
dell'acqua. L'idrogeno così ottenuto potrebbe essere
utilizzato per alimentare pile a combustibile per la produzione di
corrente elettrica e per l'alimentazione di motori a scoppio finalmente
puliti.
Ogni
tecnologia
darebbe il suo contributo senza creare problemi di impatto
ambientale. L'utilizzo dei biocombustibili dovrebbe essere un
utilizzo limitato nel tempo e finalizzato a diminuire la dipendenza
dal petrolio e dal carbone.
Naturalmente
va
condotta con mezzi e sforzi adeguati la ricerca sulla
fusione
nucleare e sui materiali fotovoltaici ancora troppo costosi.
E'
ovvio che la cosa
più urgente è quella di allontanare
dal potere
tutti quei politici che hanno interessi nelle consorterie
petrolifere.
Il
riferimento
all'amministrazione Bush negli Stati Uniti è voluto.