I biocarburanti non sono un buon affare
Qualche
tempo fa questo stesso sito
ho già pubblicato tre scritti sulle energie alternative. Nel primo
titolato introduzione alle energie alternative descrivevo i
principi su cui si basano quelle più
note ossia:
il solare termico
il solare fotovoltaico
l’eolico
i biocarburanti
il nucleare per
fissione
la fusione nucleare
I tre pezzi sono stati pubblicato sul periodico on line
www.megachip.info .Ecco
in dettaglio gli indirizzi dove è possibile reperire i tre pezzi già citati
§ http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=3338
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=3762
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=4078
davo parere assolutamente sfavorevole alle tecniche
di fissione nucleare per la loro alta pericolosità ingigantita,negli
ultimi anni, dalla possibilità di attacchi terroristici .
Nel secondo scritto titolato seconda
introduzione alle energie alternative illustravo la tecnologia del solare
termodinamico con la quale il professor Rubbia ha costruito alcune centrali
elettriche in Spagna ed un’altra è in costruzione a Siracusa (progetto
Archimede). Nel terzo scritto dal titolo interrogativo Saranno di plastica i
pannelli fotovoltaici? parlavo dei nuovi innovativi materiali fotovoltaici
costruiti con polimeri plastici.(il primo dei quali è stato sintetizzato da Hegeer premio Nobel per la chimica nel 2000.I ricercatori
che lavorano su questi materiali si dicono convinti che, in pochi anni sarà possbile installare la potenza di 3 chilowatt con costi
intorno ai 1.000-2.000 euro . Nel presente pezzo fornisco le motivazioni del giudizio negativo sui bio carburanti già
espresso nel primo scritto. ……
Per produrre biocarburanti bisogna coltivare grossi
quantitativi di prodotti zuccherini (canna da zucchero, barbabietola da
zucchero) oppure di prodotti amidacei(cereali). La fermentazione di zuccheri ed
amidacei porta ad etanolo(alcool etilico) questa sostanza, nei motori a
scoppio, ha un rendimento assai simile alla benzina. Alcuni oli di semi (colza)
si usano, già da tempo e con successo nei motori diesel.
Si
può ipotizzare che la coltivazione di cereali a fini energetici possa andare in
concorrenza con quella finalizzata con conseguente aumento dei prezzi di pane e
pasta. Questa previsione appena adombrata come possibilità remota nel primo
pezzo è già realtà come risulta dall’inchiesta che repubblica ha pubblicato
il 20 luglio 2007 a pagina 19. A breve avremo un aumento dei prezzi di questi
essenziali alimenti di circa il 20%. Purtroppo questo non è l’unico
disastro prevedibile dalla eventuale diffusione di queste tecnologie:
speculatori
potrebbero incettare terreni per dedicarli a queste coltivazioni
agricoltori,
allo scopo di ottenere un reddito da terreni boschivi potrebbero procedere a
deforestazioni per fare posto a questo tipo di coltivazioni.
In poco tempo si potrebbe verificare……
un aumento
dei prezzi dei terreni
impoverimento dei terreni per via delle monocolture
aumento
dei prezzi delle derrate alimentari
peggioramento delle condizioni di vita delle popolazioni rurali soprattutto quelle dei paesi in via di sviluppo ma non solo
A
fronte di questi gravi inconvenienti esiste anche un aggravamento
dell’emissione di anidride carbonica ottenuta dalla combustione di questi
carburanti a base di carbonio. In conclusione i biocarburanti non sono un
buon affare perché:
peggiorano la situazione climatica del pianeta
peggiorano le condizioni di vita delle popolazioni
con buona pace di coloro che pensano di ricavare redditi da terreni residuali